domenica 24 marzo 2013

Questa casa non è un albergo

.... e neanche un ristorante. Ma forse non la pensano così i micionzi che cominciano ad affacciarsi, sempre meno timorosi, sull'uscio della nostra finestra che dà sul giardino.
Ebbene sì, dopo il Roscio, che continua a venire di tanto in tanto, sono apparsi, nell'ordine: Trixie (così l'ho chiamata perché è una gattina tricolore, bianca con pezzature marroni chiare e scure) e il Tigrato - dal nome si evince di che razza sia, spero.
Ormai i primi due sono presenze quasi fisse, con i loro orari, il loro modo di "chiedere" il cibo.
Solitamente si presentano la mattina presto e la sera tardi, come se sapessero che durante il giorno non c'è nessuno in casa. L'avranno capito dai tentativi fatti in passato di ottenere cibo all'ora di pranzo e nessuno gli ha dato retta? :D
Comunque, la mattina presto non è raro che mi ritrovi sull'uscio della finestra il Roscio acciambellato sullo straccino che ho messo fuori, intento a dormicchiare e a farsi trovare in pole position per avere l'agognato boccone. Boccone che divora come se fosse un bufalo a digiuno, ché dopo neanche un nanosecondo la ciotolina è praticamente pulita.
Trixie, invece, arriva in seconda battuta e se non c'è un incontro al vertice fra i due mici, va tutto a posto, altrimenti lei (paurosa com'è) comincia a soffiare contro il Roscio, che manco la guarda di striscio e non reagisce, e poi se ne va, continuando a lanciare occhiate di fuoco al micio usurpatore.

  
Ecco la Trixie :D

I due gatti non possono essere più diversi fra loro: il Roscio è un provolone da paura. Ti si struscia contro, miagolicchia, fa gli occhioni, insomma proprio un musetto da schiaffi che sa bene come intenerire il cuore di una gattara in pectore, che sarei io perchè ormai... nevvero.
La Trixie, invece, è una gattina timidina e paurosa, non si fa avvicinare, guai se tenti di darle una carezzina mentre le avvicini la ciotola, ti soffia e ti dà le zampatine. Invece, se esco fuori in giardino, e lei sta lì che aspetta, si avvicina e comincia a strusciarsi piano piano, ma senza che io possa farle carezzine o altro perché altrimenti parte il soffio. Insomma, un tipino.
E Parisina in tutto ciò? A volte mi sembra che attenda l'arrivo dei micini. La vedo che, mentre mangia dentro casa, guarda di tanto in tanto fuori per sincerarsi se arriva qualche felino. Appena arriva si precipita subito a dargli il benvenuto, ma con zanzariera che fa da barriera fra i felidi, altrimenti non so cosa potrebbe succedere. Una volta che non ho tirato la zanzariera e ho lasciato che Parisina si avvicinasse di poco a Trixie (io tenevo sempre Parisina per il foulard che ha attorno al collo e che ormai è un suo marchio di fabbrica ^__^), è partita una zampata di Trixie che c'è mancato poco prendesse in pieno il musino di Parisina. Eh no, piccola randagina.
Io non so se questi gatti siano di qualcuno oppure fanno parte di una mini colonia felina che ho visto  vicino casa. Quando passo vicino a quella colonia i due ospiti del nostro giardino non li vedo mai. Boh?
Ma la terza new entry è di ieri: il Tigrato. Io, ora, non so come funziona fra gatti, se si passano la parola, ma ieri mi ha fatto veramente ridere e anche un po' di piacere, trovare questo gattone che si aggirava per il nostro giardino.
Anzi, prima si è arrampicato sulle grate della finestra del bagno perchè c'era Parisina che stava affacciata e dovevate vedere che quadro simpatico: lei che lo guardava (sempre zanzariera abbassata) e lui aggrappato alle grate e con le zampe posteriori che poggiavano sui vasi sottostanti e le anteriori che abbrancavano le grate e che cercava di annusarla per bene. Appena il Tigrato mi ha visto ha spalancato gli occhioni ed è rimasto un nanosecondo a pensare "e ora che faccio?". Vi giuro, l'espressione era proprio quella di uno che è stato preso con le mani nella marmellata (bon, lui con le zampine sulla grata). Poco dopo, lo vedo affacciarsi alla finestra della cucina (quella che dà sul giardino e che è ormai il luogo convenuto per la pappa) e molto timidamente ha cominciato a fare un passo avanti, due indietro, un passo avanti due indietro… poi però è rimasto ad attendere che arrivasse l'agognata pappa e lì … il Bufalo 2. Gnam! Emallapeppa, ma lo stomaco di questi micini, soprattutto i due maschioni (perché a me anche il Tigrato mi sembra masculo, non ho potuto ancora sincerarmene bene :D) è per caso posizionato in un'altra dimensione che sembra non avere mai fondo? O.o
Dopo la pappa, ha cominciato un concertino di "meow, meow, meow, meow"…. oh! silenzio orsù. E' bastato fare la voce grossa per farlo desistere da altra pappa e andare alla ricerca di altre pappatorie.
Che mi dovrò aspettare per il futuro? Che il giardino si trasformi in una gatteria? Oh miciolini adorabiliiii! Venite qua che vi faccio tante coccoline.

lunedì 11 febbraio 2013

Cucù...

Perché io ve vedo, ve controllo... ci sono, a chi interessa.
Riprenderò, forse... chissà, magari!
A presto
^__^

lunedì 1 ottobre 2012

Il Roscio


Bè, tutto sta nel titolo.
Eccolo qua! Impunito e piacione come solo un gatto di strada sa essere. E' lui... er Roscio.
Il gattone di strada ha cominciato a farci visita circa una decina di giorni fa. Un giorno, mentre stavo in cucina, che ti vedo? Il micino che guarda la finestra e cerca di capire come entrare ma soprattutto ... "posso entrare"?
Inutile dire che Parisina appena l'ha visto gli è corsa incontro, ma non certo per fargli le fusa ma per puntarlo, sniffarlo (si sono annusati reciprocamente il musino, con la zanzariera che li divideva) e poi soffiargli un po' contro perché, ahò: qui la padrona songhe ie!

(Ecco i due micini che si studiano, divisi solo da una zanzariera)

Ma tranquilla, micina faraona che non sei altro. Il tuo scranno mai sarà usurpato! Però 'sto micione è una forza. Appena uscita per rendermi conto della visita, ha cominciato a strusciarsi contro le mie gambe, a guardarmi con quegli occhioni da gatto provolone e il mio cuoricino, che non è insensibile a certi richiami, si è immediatamente sciolto e ho cominciato a foraggiare il micino.
E foraggia una volta, foraggia due volte, il Roscio sta diventando una presenza quasi fissa in alcuni orari della giornata, soprattutto le 6,30 del mattino quando anche l'altra sua compagna di merende comincia a svegliarsi, ad agitarsi, a pulirsi il pelo perché vorrebbe che noi ci si alzasse per andare a darle la pappa. Bene, mi alzo, vado e chi vedo fuor dalla finestra: il micio! E sfama i due affamati, forza schiava perpetua (che sarei io). Non so se il micio appartenga a qualche vicino, di certo non è affatto diffidente, anzi vorrebbe pure giocare perché a volte si mette anche a pancia all'aria per farsi grattare (ma al momento non ci penso proprio perché so che mi artiglierebbe le mani e queste ne uscirebbero distrutte anzichenò). Non ama farsi prendere in braccio, ma le poche volte in cui ci sono riuscita gli è piaciuto, ha abbandonato il capino contro la mia spalla e ha cominciato a fare le fusa... CUCCIOLONEEEEE
Più di una volta il micionzo ha cercato di entrare in casa, ma sempre con molta circospezione; tuttavia, la situazione di salute di Parisina non ci permette questo "incontro al vertice" per un motivo semplice: ad agosto abbiamo scoperto che Parisina è positiva alla Fiv! O.o
Non è mai entrata in contatto con gatti da quando sta con noi, sempre in casa e sempre controllata. Quello che abbiamo pensato è che durante la sua permanenza al gattile, dopo aver fatto gli esami Fiv e Felv che stabilivano la sua negatività, è entrata in contatto con un micino Fiv positivo e ... zac! Parisina è stata contagiata. Adesso ci spieghiamo il perché non le passano le feritine anche se, a onor del vero, la situazione da quando l'abbiam presa dal gattile ad oggi è di molto migliorata. Le papuline che sembrava fossero scatenate da un'allergia da cibo, e in realtà non lo sono, sono di molto diminuite (ora le vengono solo sotto il mento o ai lati del musino ma in maniera moooolto sporadica) e le teniamo sempre sotto controllo perché la santa bestiolina continua sempre a sgrattugiarsi e a procurarsi piccole lesioni, ma grazie alla bandana riusciamo a far sì che il suo musino non sia martoriato dai graffi.
Ma come siamo arrivati alla scoperta della positività? Tutto è accaduto questa estate. In vacanza abbiamo deciso di farla visitare da un veterinario dermatologo che ci potesse dare un ulteriore consulto e, come una veterinaria qui a Roma ci aveva anticipato, vedere se si poteva tentare una cura a base di ciclosporina per capire come avrebbe reagito la micina. Certo, era una cura che dava pochi effetti collaterali, ma il principale era anche quello più rognoso: la diminuzione delle difese immunitarie della micia, dovevamo quindi stare attenti; tuttavia, se poteva alleviare le sofferenze di Parisina, eravamo pronti a tentare. Unica accortezza: occorreva rifare le analisi Fiv e Felv perché era prassi e il veterinario aveva così dei risultati più recenti. E da questi risultati è arrivata la mazzata: micina con Fiv e cura che non si può fare perché già la Fiv felina abbassa di molto le difese.
Ecco perchè cerchiamo di non far venire in contatto il Roscio e Parisina: vuoi perché non sappiamo quali "malattie" ha il micione da strada e come potrebbe reagire la micia e vuoi perché la micia potrebbe  infettare il Roscio e quest'ultimo tutti i gatti del quartiere... forse è meglio soprassedere.
Però gli permettiamo di venirci a trovare e di condividere (non sempre ma spesso, stasera ad esempio non si è visto!!!)  il momento della colazione/pranzo/cena con Parisina: lei in cucina vicino alla finestra e lui fuori in giardino, poco distante. E' una bella scenetta vederli mentre sono intenti a divorare in contemporanea il loro fiero pasto!
Ecco, quindi, la grande novità: fino a quando il Roscio lo vorrà, noi staremo al suo servizio come solo gli schiavi perpetui sanno fare con dei mici faraoni ^____^

(I mici pronti per la pappa)

martedì 17 luglio 2012

La micina tuttifrutti

Ormai la prosciuttina, alias Parisina, sta colonizzando la nuova casina. In queste foto alcuni luoghi che lei ritiene essere degne cucce per il suo riposino quotidiano.
La popottina è un amore, anche se soffre sempre di questo problema di dermatite che le provoca delle bollicine che poi lei gratta e le creano spesso delle feritine, non indifferenti, al capino. Ma noi cerchiamo di stare il più attenti possibile e la disinfettiamo, la puliamo e le facciamo tante, tante, tante, coccoline!
Ecco la micionzolina, in tutto il suo splendore, in alcuni punti di casa ormai colonizzati... amorinaaaaaa

 la micina nel lavandino perché, si sa, i gatti son bestioline pulite ^___^


 A riprova della sua pulizia, la micionzolina non disdegna neanche la doccia! O.o



 E cosa c'è di meglio che una buona lettura prima di addormentarsi?


 Il riposino può essere fatto pure _sopra_ la libreria!


Particolare della zampina e della codina... amorinaaaaaa

giovedì 31 maggio 2012

Papino, mio papino!



(il mio papà, che cerca di insegnarmi i primi rudimenti della "mosica")


Papino mio, sono quattro anni che sei andato in tournéé, ma noi ti si pensa sempre, a te e alla mamma. Adesso c'è anche la zia Anna con voi e oggi, che vi son venuta a trovare, un pezzetto di me è rimasto da voi.
Mi raccomando, fate i bravi voi tre!
Ciao papino musicista!

sabato 19 maggio 2012

Cipolloni al forno


Vagolando per i mercati non possono non notarsi queste cipollone che non sono cicciottone, ma appiattite e belle lunghe, perfette per essere cucinate al forno con qualche condimento.
Ed ecco come le ho preparate.

Ingredienti
4 cipollone bianche piatte
pan grattato q.b
sale q.b.
olio
prezzemolo q.b.
per contorno ho utilizzato gli scarti delle cipolle, due patate e due zucchine, tritate grossolanamente.

Si inizia pulendo e lavando le cipolle e tagliando una piccola fetta in "cima" in modo da creare un certo piattume e livellare le cipollotte. Sopra questo pianoro ricavato artificialmente si andrà a posizionare il condimento che altro non è che del pan grattato condito con olio, sale e prezzemolo tritato. Io veramente ci ho aggiunto anche un pochino di quei composti già pronti che servono a creare le polpette vegetariane... sono saporiti e danno un tocco di sapore in più al tutto.
Dopo aver pulito le cipolle, le ho messe direttamente sulla teglia, ho poi adagiato sul lato tagliato di fresco il condimento su citato e poi ho guarnito con il trito di cipolla, patate e zucchine che avevo preparato, condendo anche questo con un po' di sale, olio ed erbette fini.

Le cipollone e il condimento... gnamme


Le cipollone prima di essere infornate

Ho infornato il tutto a 180° per almeno 40 minuti e poi... gnamme... cipolle morbide ma non spappolone, contornino che era diventata una bella pappolea gustosa. Insomma: da rifare!
Come si evince dalle foto, le cipollone erano quattro ma io e il naturalista solo due siam riusciti a mangiare... le altre a stasera!


La cipollona prima di essere mangiata! XD


martedì 1 maggio 2012

La zuppa di miso


Di tanto in tanto ci vuole una zuppetta di questo tipo, che rinfranca ed è semplice da preparare.
Il miso è un prodotto derivante dalla fermentazione di riso oppure orzo o soia. Io l'ho preparata con il miso di riso. Sulla bontà dei cibi fermentati rimando a questa pagina che spiega il perché e il percome utilizzare di tanto in tanto cibi sottoposti a fermentazione.
La preparazione della zuppetta è molto semplice. Ho fatto cuocere in abbondante acqua una cipolla, una carota e della verdurina (la ricetta originale prevede alghe, ma non le avevo e soprattutto non mi piacciono, sicché). Ho anche messo poco sale poiché, seppur al gusto il miso sembra saporito, quando poi viene sciolto in acqua la sua sapidità scompare.
Dopo aver fatto bollire le verdure, ho spento il fornello e ho aggiunto alla broda un cucchiaino e mezzo abbondante di pasta di miso. Ho mescolato per far sciogliere et voilà.. la zuppetta è pronta in neanche dieci minuti.

giovedì 19 aprile 2012

La torta pasqualina


Vabbè, è passata una settimana dalla Pasqua, ma questa tortina è buona in qualsiasi stagione, quindi è bene riproporla anche adesso.
Oggi, poi, per me è un giorno speciale perché è l'anniversario di matrimonio dei miei genitori che, mi auguro, lo stiano festeggiando lassù insieme a mia zia Anna, venuta a mancare dieci giorni fa. Non è che mi senta così pimpantilla, però ho pensato di utilizzare questa giornata e la ricetta per uscire dalla mia tana.
Ingredienti:

la pasta sfoglia, che si potrebbe preparare a mano ma io l'ho comprata (quattro rotoli) e quindi non posso neanche fornire le dosi, sicchè ... ^___^
4 etti di ricotta di mucca
1kg di spinaci
1 kg di bieta
2 etti e mezzo di parmigiano
noce moscata
sei uova
sale
pepe
erbette fini (timo, maggiorana, menta)

Pulire bene le verdure indi lessarle. Appena lessate, si scolano, si lasciano freddare e poi si strizzano bene per far uscire ancora l'acqua di cottura.
In the frattemp, in una ciotola mettere la ricotta con un uovo, un po' di parmigiano (a piacere), la noce moscata (a piacere), poco sale e cominciare a mescolare con vigore per formare una pappolea gradevole all'occhio e al gusto.
Le verdure strizzate si fanno ripassare in padella con un po' d'olio e sale e qualche erbetta fine. Si fanno freddare e poi si procede alla preparazione della torta.
Tirare fuori dal frigo la pasta sfoglia e con un mattarello stendere ancora un po'le sfoglie, quindi prendere una tortiera, imbibirla con poco olio e adagiarvi prima una sfoglia, ripassare su di essa un po' d'olio e stenderci sopra una seconda sfoglia. Mi raccomando: che la pasta sfoglia strabordi, e di molto, dai bordi della tortiera perché la pasta che avanzerà servirà per "costruire" il bordo della torta.
Alle verdure ripassate va aggiunto un uovo e un po' di parmigiano e altre erbette fini fresche. Si mescola il tutto e, dopo aver steso la sfoglia nella tortiera, le si buttano dentro indi adagiarvi il composto di ricotta. Livellare ben bene la ricotta e con l'aiuto di un cucchiaio scavare quatto buche, all'interno delle quali andrete a depositare i soli tuorli di, appunto, quattro uova. Le chiare vengono sbattute un pochino e vanno poi spennellate sopra le uova e la ricotta.
Prima di chiudere, spolverizzare il tutto con abbondante parmigiano, quindi chiudere con le altre due sfoglie di pasta sfoglia. La pasta che straborda cercate di lavorarla creando un bel bordo cicciotto (basta ripiegare i lembi all'interno).
Mettere il tutto in forno ben caldo (180 max 200) per 45 minuti.
Servire il giorno dopo che così si impregna bene dell'armonia di sapori di cui è composta!
Buon anniversario, mamma e papà!

lunedì 6 febbraio 2012

Santa Paletta

(Ed ecco che la micionzolina, con sguardo indagatore, scruta e controlla dall'alto della sua postazione privilegiata chi entra e chi esce dalla camera da letto. Il naturalista è intento a capire come mettere a posto lo studiolo sotto il letto!)

ma è iniziato l'anno nuovo!
Svegliaaaa!!
Bè, vi ho lasciato l'anno scorso con l'annuncio che si stava traslocando, vi risaluto quest'anno con l'annuncio che stiamo ultimando di mettere a posto la casina, che praticamente è diventata una succursale Ikea!
E il letto (a soppalco) e l'armadio, e i pensili della cucina, e la libreria dell'ingresso, e i mobili del salotto... in pratica una minirealtà Ikea. Santa Ikea che ci ha permesso di arredare in breve tempo, risparmiando ma senza che ne risentisse la qualità, il nostro piccolo nido.
Parisina parmi aver reagito bene al cambio casa.Si è innamorata del letto a soppalco e trascorre quasi tutta la giornata ronfando o tendendo agguati ai topini di gomma sparsi sul letto... ormai. Qualche volta scende per mangiare, per i bisognini, ovviamente, e per reclamare a gran voce il suo diritto ad uscire nel cortiletto, diritto che noi le neghiamo vigorosamente perché siamo fifoni e abbiamo paura che lei possa fare un balzo felino, appunto, e dileguarsi per le vie di Centocelle.
E' una gattina estremamente paurosa e timidina e non so come reagirebbe ad improvvisi stimoli esterni che le proverrebbero da ogni parte! Ufff.. adesso ci stiamo industriando per escogitare un modo per far uscire la belva feroce.
Per il resto, tutto a posto e niente in ordine. Ancora qualche scatolone da sistemare, capire bene come e dove mettere il resto del materiale dentro gli scatoloni e poi.... poi vi fornirò nuovi aggiornamenti sull'evento che ha scosso il mondo (il mio e quello del naturalista e della micina): il trasloco!
E buonanotteeeee!!!!


(Anche la micina vi dà la buonanotte dalla sua postazione privilegiata, che ormai... ^___^)

mercoledì 28 dicembre 2011

In the frattemp..

.... io, il naturalista e la micina abbiam cambiato casa! L'antivigilia e la vigilia di Natale c'è stato il trasloco che ha praticamente steso entrambi e reso perplessa la micionzolina che si domandava "ma che cappero sta succedendo?"
Ora toccherà mettere a posto, disinscatolare ciò che è stato inscatolato, buttare ciò che è stato trovato durante il trasloco e ci si è chiesti "ma questo perché l'ho preso? Che ci sta a fare?" O.o
ma soprattutto, occorrerà arredare la nuova casina che al momento è solo un coacervo di scatoloni e bustone dell'immondizia piene della qualunque e che toccherà valutare attentamente.
Spero che voi, oh pochi lettori che seguite questo blog - ma lo seguite ancora? - abbiate passato un sereno Natale e vi apprestiate a festeggiare il nuovo anno con le migliori intenzioni!
Io da par mio ritorno nell'ombra ma prometto che: anno nuovo, casa nuova e blog che s'arripiglia perché altrimenti, nevvero... anche perché, a dicembre di quest'anno il blog ha festeggiato cinque anni di onorato servizio, e seppur in affanno, esso continua a sfornare mirabili perle di arguzia. ^___^
Buon Anno fedeli lettori!
Alla prossima

sabato 12 novembre 2011

I biscotti al "BOH"

Questa è una ricetta che sa di certezza. Certezza degli ingredienti utilizzati ma soprattutto certezza nelle dosi :-))
Insomma, una ricetta fatta a naso, ma che è riuscita benissimo.
In pratica, si è voluto preparare dei biscotti seguendo l'estro del momento e quello che aggradava di più mettere all'interno.
Non ci sono, quindi, dosi prestabilite perché tutto è stato fatto ad occhio quindi non posso dar certezze - come invece avevo scritto nell'incipit per depistare, ovviamente.
L'unica certezza era la consistenza dell'agglomerato che si andava formando man mano sotto le mani: quando si è stati certi della sua morbidezza e del fatto che poteva essere lavorato con il mattarello, allora si è avuta l'illuminazione, la certezza che il composto aveva trovato il suo punto di stabilità ed era pronto per la fase due della ricetta: l'utilizzo degli stampini per dar forma ai biscotti.
Indi per cui laonde ecco come son venuti fuori i biscotti al BOH?

Ingredienti:

Farina, quanta? Boh?
Burro, quanto? Boh?
Miele, quanto? Boh?
Uvetta quanta? Boh?
Latte quanto? Boh?
lievito, una bustina (l'unica certezza, almeno per la dose)

Svolgimento:

lavorare tutti gli ingredienti di cui sopra fino a quando non si forma una palla morbidona.
Da essa prendere, di volta per volta il quantitativo necessario per tirare una piccola sfoglia per ricavarne dei biscottini con delle formine già approntate alla bisogna oppure con l'estro del momento che vi guiderà nel trovare le forme più strane da dare ai vostri biscotti.
Mettere in forno a 220° per una decina di minuti, stando attenti a controllare che non si brucino e a rigirarli appena si bruniscono sotto.
Conservarli in una scatola di alluminio e buona colazione o merenda o pranzo o spuntino di mezzanotte o quello che vi pare!

venerdì 16 settembre 2011

Gli immobiliaristi...

che saremo noi... ossia io e il compagno "Naturalista".
Da oggi, è ufficiale: siamo possessori di un alloggetto che dovremo pure un po' ristrutturare e a me oltre al torcimento di budella, che mi è venuto oggi durante il rogito, me ne sta rivenendo un altro al solo pensiero dei lavori da fare...non so da dove iniziare.
Aiutoooo
Saluti
^______________^

domenica 4 settembre 2011

"Compagna" Parisina

La "compagna" Parisina


E' da un po' che non dò notizie della micionzolina di casa ed ecco, quindi, che dopo la necessaria pausa estiva, che non ha ricaricato affatto le pile, anzi, vengo a deliziare con le novità sul fronte micesco.
La micionzolina Parisina è sempre più un amorino. Ormai è una presenza "presente" nel senso che non si nasconde più, gironzola per casa, ma il suo lato poltronesco lo mantiene regalandosi soavi e lunghe dormite sul pavimento di casa.
Quest'estate, inoltre, ha affrontato per la prima volta la trasferta Stato Pontificio-Regno Sabaudo e ritorno senza colpo ferire. Io e il naturalista eravamo un po' in pensiero perchè: e vattelapesca come avrebbe reagito ad un viaggio in macchina che dura come minimo otto ore O.o ... e invece.
Abbiamo adottato la stessa strategia che avevamo adottato con Tabatuga: pettorina con guinzaglino, io dietro con accanto il trasportino aperto e la micina con indosso la pettorina assicurata al trasportino. In questo modo poteva esplorare, ma non più di tanto, l'auto, muovendosi almeno nella zona dei sedili posteriori, con me che la tenevo d'occhio; alla bisogna, inoltre, poteva usufruire della lettierina che le avevamo messo dietro il posto di guida.




Proviamo, ci siam detti, male che vada il viaggio durerà di più, faremo più fermate... e invece.
Certo, miagolicchi vari ci sono stati, momenti in cui aveva bisogno di guardare dal finestrino per capire che cosa stesse succedendo pure, tuttavia era più il tempo che passava o accovacciata sulle mie gambe o distesa accanto al trasportino o addirittura ai miei piedi incuneandosi quasi sotto il sedile del passeggero anteriore. La lettiera l'ha utilizzata senza colpo ferire (meno male che ha fatto solo pipì ...) e come mossa precauzionale, ma doverosa, la piccina si è sciroppata il viaggio a stomaco vuoto. Eh sì. I veterinari, ma anche amici gattofili, già con Tabatuga ci avevano consigliato di non far mangiare il gatto prima della partenza per evitare che vomitasse e noi, col cuore infranto, abbiamo tenuto duro e non ci siamo fatti intenerire dagli incessanti miagolii che chiedevano cibo e cibo e cibo... Meeeeooowww, stupidi umani, mi fate mangiare? :-((( NO!
Al ritorno è stato ancora meglio perché a parte il tratto iniziale del viaggio condito da miagolii e incessanti avanti e indietro da un finestrino all'altro, ad un certo punto com'è, come non è, ha dato un'occhiata dentro al trasportino e poi... pluffete, ci si è infilata dentro, si è distesa ed ha cominciato a ronfare bellamente: qui alcune foto che incastrano la micia dormigliona



Che dire, noi siamo stati più che contenti anche perché quando siamo arrivati nel Regno Sabaudo la piccina non ha avuto remora alcuna ad esplorare la nuova casetta delle vacanze, a parte una prima puntatina sotto il letto per rinverdire i fasti della prima ora ma che sono durati pochissimo perché poi lei sotto il letto non c'è più andata. Le piaceva molto mettersi sul davanzale delle finestre (ecco una prova)


a dormire o a guardare il panorama, ma dato che per un certo periodo di tempo anche nel Regno Sabaudo è arrivato il caldo afoso micidiale, la sua cuccetta era sotto un tavolinetto mai esposto al sole, in un angolino della casa.
La parte, diciamo, meno bella è che la situazione dermatite era ad uno stallo. La micina aveva un'estesa zona sotto il collo e su lato sinistro ormai senza peli e abbastanza martoriata dalle grattate che si dava con quelle unghine affilate. Hai voglia a medicarla, metterle cremine e cremone: con una sola zampata mandava all'aria il paziente lavoro nostro di medicazione.


Ecco come si presentava la situazione prima che la portassimo dal veterinario :-(((

Dovevamo fare qualcosa. Questo qualcosa si è trasformato nella decisione di far visitare Parisina presso un veterinario di Pinerolo per fargli valutare la situazione e decidere cosa fare; appena il veterinario l'ha vista s'è spaventato non poco perché la situazione era bella estesa e non molto rassicurante (anche se non era così grave come quando la prendemmo dal gattile. Lì sì che le zone "graffiate" e prive di peli erano veramente mooolto estese). E allora vai di antibiotico (una punturina ma con effetto per due settimane) e disinfezione frequente della zona con un prodotto specifico (che comunque già facevamo su indicazione della veterinaria di Roma). A malincuore decidiamo anche di rimetterle il collarino perché altrimenti si sgrattugiava troppo sotto il collo. A onore della piccina dobbiamo dire che ella ha accettato tutto questo senza colpo ferire. E' una micina che, effettivamente, non è scalpiti molto quando dobbiamo "manipolarla" per darle le medicine o metterle il collarino. Siamo fortunati, almeno per ora. Ma non è finita: il veterinario concorda una visita di controllo dopo due settimane (ed eravamo ancora su a Pinerolo) con la dermatologa. Va bene! Quando siamo andati dalla dermatologa la situazione sotto il collo era migliorata di molto (te credo, la piccina non poteva più grattarsi) ma sul lato sinistro, la cui lesione andava anche oltre il collarino la situazione era sempre critica. Bon, consiglio della dermatologa: metterle una bandana. Eh? O.O
Eh! E mettiamole pure la bandana, santa miciolina, oltre al collarino, e anche in questo caso la micina si è fatta mettere il fazzoletto senza colpo ferire.

Parisina dallo sguardo assassino... e te credo. Guarda te come è dovuta stare tutto agosto :-((

Ora stiamo aspettando che ci invii via mail i risultati di alcune analisi del pelo, e di quello che è riuscita ad asportare dalla cute lesionata, per capire bene se le bollicine che vengono di tanto in tanto a Parisina sono dovute ad un'allergia da cibo, da ambiente o da altre cause. Nel frattempo la micina deve assumere ancora dell'antibiotico per bocca che, ovviamente, ormai accetta con rassegnato mutismo... ma abbiamo un peluche o una micia? Mah?
Però, effettivamente, l'averle messo una bandana ha di molto ridotto l'estensione della lesione e la cute si sta rimarginando. Bollicine non stanno comparendo per cui, al momento siamo abbastanza fiduciosi.
Il titolo del post lo si deve al fatto che, tornati a Roma, ho messo una bandana rossa alla piccina e da quel momento per noi è diventata "compagna" Parisina.
Piccolina aspettami che adesso ti coccolo tuttaaaaa!!!!
Meooowww tavarisch!